12 Località, 5 bikepark, 24 impianti di risalita, 650 Km di tracciati dedicati alla MTB

[Testo e foto di Maurizio Ciolli]

Questi sono i numeri che fanno del comprensorio di Port du Soleil un vero paradiso per gli amati della MTB. E non solo per quelli che amano le discipline “Gravity”, ma anche per chi si dedica al cross-country o l’enduro o vuole semplicemente farsi una pedalata con la famiglia sulle rive di un lago alpino.

Da quando nel 2008 scoprii la Pass’portes du soleil, ho sempre trascorso una parte delle mie vacanze in questo comprensorio bellissimo, alternando i miei soggiorni tra alcune delle località

Nata una decina di anni fa, la Pass’portes du soleil è una manifestazione che potremmo definire un raduno freeride in quanto non è assolutamente competitiva.

La presenza di un elevato numero di impianti di risalita e una conformazione delle montagne decisamente meno “ostica” rispetto ai versanti italiani delle alpi, hanno dato il là ad alcuni appassionati locali per la creazione di questa manifestazione.

L’idea geniale è stata quella di unire con un grande giro ad anello tutte le località utilizzando il maggior numero possibile di impianti di risalita ed arrivare a non percorrere nemmeno un metro di dislivello positivo.

Nell’edizione del 2012 la lunghezza della Pass’portes du soleil è stata di 80 Km, con un dislivello negativo di 6000 m.

La formula è molto semplice: si può partire da una delle 9 località comprese nel giro della Pass’portes e chiudere il giro toccando tutte le altre 8, scegliendo di partecipare il venerdì, il sabato o la domenica.

Il percorso “ufficiale” è ampiamente segnalato ed è, a parte la lunghezza, alla portata di qualsiasi biker con un po’ di esperienza.

Ci sono delle discese abbastanza lunghe, ma mai niente di tecnicamente impossibile. Se qualcuno poi pensa che il giro segnato sia troppo semplice, ha la possibilità, visto che si toccano tutti i bike-park del comprensorio, di cimentarsi anche nelle piste più tecniche ed impegnative di Les Gets, Chatel o Morzine per poi tornare sul percorso tracciato.

Grande attenzione e cura ai ristori (8 in totale situati praticamente in tutte le località) ed ai punti di assistenza tecnica e soccorso (comprese postazioni per i massaggi) sono la ciliegina sulla torta.

A contorno di tutta la manifestazione, ogni anno alla Pass’portes du soleil si tengono manifestazioni collaterali (concerti, mini pass’portes per i bambini, esibizioni, ecc.).

Il clou della manifestazione sta nel “Salon de VTT”, dove ogni anno un numero sempre maggiore di espositori mette in mostra i propri prodotti.

Il villaggio del Salon du VTT alla Pass Portes du Soleil

Il villaggio del Salon du VTT alla Pass Portes du Soleil

Dopo essere stato a Champery (parte Svizzera) e per due anni a Chatel, le ultime due edizioni della Pass’portes du soleil le ho passate a Morzine

Assieme a Les Gets (che oltretutto si raggiunge in 5 minuti) Morzine è secondo me la località più cool del comprensorio.

E’ diventata un po’ una colonia del Regno Unito vista la presenza di tantissimi inglesi ed è, assieme a Les Gets, anche la più vivace e ricca di ogni tipo di locale e negozio.

Inoltre, anche l’offerta in termini di alloggi è molto ampia e va dal semplice hotel 2 stelle (dignitosissimi comunque) allo chalet con biliardo, sauna, hot-tub esterno e sevizio di catering compreso nel prezzo (prenotandoli in più persone fino a “riempimento”, comunque non sono proibitivi).

Nel 2013 ho scelto di trascorrere le vacanze a Morzine e non fare la Pass’portes, alloggiando nello stesso Chalet dell’anno precedente: c’è posto per 4 persone, si trova a 150 metri delle telecabine di Pleney (da dove poi si può scendere a Les Gets), ha il posto al sicuro per la bike e un collegamento WI-FI con una velocità che in Italia ce la sogniamo.

Durante la mia permanenza ho alternato giornate di gravity a giornate di giri all-mountain e visitato un pò in giro, vista l’offerta molto variegata della località (bellissima la nuova piscina!!!). Purtroppo la meteo non é stata molto clemente, e per quasi tutta la prima settimana il tempo é stato pessimo con addirittura neve oltre i 200 metri.

Comunque il primo giorno dedicato alla mtb ho fatto un percorso “all-mountain” che si chiama “Tour du plateau de loex“. Un percorso non particolarmente lungo (14.5 Km) ma molto vario e panoramico (vista sul monte Bianco). Io in realtà l’ ho allungato un po’ partendo direttamente da Morzine inserendo anche una salita con la telecabina (è possibile fare una risalita singola al costo di 4.60 €). E’ un percorso che hanno classificato come difficoltà nero, ma secondo me non ci sono passaggi particolarmente impegnativi.

Dopo un giorno di relax, ho dedicato un’ intera giornata al bike park di Les Gets

Giornaliero da 22.50 €, valido su tutto comprensorio di Port du Soleil e quindi su tutti e 24 gli impianti di risalita su cui è consentito il trasporto della bike.

Gli impianti aprono quasi tutti alle 9 e chiudono alle 5 senza fare pausa a mezzogiorno. Tutti utilizzano sistemi di trasporto per le bike molto pratici e studiati in modo da non arrecare danni e durante le operazioni di carico-scarico generalmente c’è sempre il personale degli impianti [mi raccomando salutarli sempre con un merci o buonjour, nda].

A Les Gets ci sono 3 impianti, due seggiovie e una telecabina (sui due versanti della valle).

La parte delle due seggiovie (Chavanne Express e Nauchets) è quella dove si sviluppa la maggior parte dei tracciati, che ovviamente a prescindere dalla difficoltà hanno tutti un grandissimo flow tipico delle piste Francesi.

Non sto a dilungarmi sulla descrizione… sono da provare un po’ tutte!!! Ovviamente le più “difficili” sono quelle con drop, doppi e step-up di vario livello, tutte comuqnue sempre “bypassabili”.

Secondo il mio modesto parere quella che non smetteresti mai di fare é la “Roue Libre” che parte dall’arrivo della Chavanne Express ed arriva a Les Gets.

E’ uno di quei classici tracciati che può fare chiunque, dove la differenza la fa solo la velocità con cui lo si affronta; se si è in grado di spingere a tutta, il gioco si fa pesate (e divertente)… e poi sempre tantissimo flow!!

Dopo una giornata in park in cui su 9 discese non ne ho fatto una uguale all’altra.

Il mio programma prevedeva di spingermi fino alla zona di Champery, sopratutto per fare una delle discese mitiche della zona, la Grande Conche; ma purtruppo, come annunciato, il maltempo mi ha tenuto fermo per tre giorni e solo domenica ho potuto fare il mio giro, anche perché per alcuni impianti era l’ultimo giorno di apertura.

Partito da Morzine appena aperti gli impianti (Telecabine Super Morzine e seggiovia Zore) ho raggiunto la zona di Avoriaz da dove, percorrendo il percorso della Pass’portes, ho raggiunto la partenza della seggiovia Mossettes, che pero’ ho trovato “ferma”. Gli operatori mi dicono che in alto è nevicato e ci sarà un po’ di ritardo.

Finalmente la seggiovia parte e raggiungo la Point de Mossettes a 2277 metri, dove trovo un paio di centimetri di neve!!!

La Grande Conche parte da qui

Fortunatamente per via dell’esposizione non c’è neve e sembra anche abbastanza asciutta. Non è un tracciato particolarmente tecnico ma l’ambientazione e la lunghezza gli danno un fascino particolare.

Parto, il fondo è buono e, a parte qualche pozza, non c’è fango.

Non forzo, l’ho fatta solo una volta due anni fa e qualche passaggio non me lo ricordo.

Man mano che scendo il fango aumenta e stare in piedi diventa sempre più difficile, arrivo ad una curva a destra con una bella sponda e… sbam!!! Mi parte l’anteriore e mi ritrovo con la faccia nel fango.

Riparto ma a mano a mano che scendo il fango aumenta; in alto il drenaggio è migliore ma qui in basso dove ci sono i pascoli, è un macello!!!

Arrivo in fondo, mi sono divertito ma non me la sono goduta come avrei voluto; sicuramente tra un paio di giorni la situazione sarebbe stata migliore, ma oggi è l’ultimo giorno per venire quassù, prendiamo quello che viene.

Torno alla Point de Mossettes e percorrendo nuovamente il percorso della Pass’portes (una delle parti più belle e panoramiche) arrivo a Les Lindarets dove faccio una sosta prima di prendere l’ultima seggiovia della giornata che mi riporta ad Avoriaz, da dove parte una lunghissima discesa che mi riporta a Morzine (sempre sul percorso della Pass’portes).

Questo non è un percorso del bike park quindi bisogna sempre tenere presente che è possibile incontrare escursionisti o altri bikers [anche in senso contrario, nda] ed essere sempre prudenti. Io comunque non trovo praticamente nessuno, e mi godo una discesa freeride in totale solitudine.

Arrivo a Morzine che sono “cotto” ed a parte lo stato dei tracciati un po’ infame, ma dopo tre giorni di pioggia era inevitabile; la giornata è stata fantastica.

Dopo un paio di giorni di riposo decido di fare un giro pedalato per raggiungere il Lac des Mines D’or, situato in una valle laterale di Morzine

Escursione tranquilla lungo il torrente con un tratto finale in salita su asfalto; un po’ duro, ma il posto è molto bello. Volendo si potrebbe salire al Col de Cou e poi scendere a Champery ma, visto che molti impianti ora sono chiusi, bisognerebbe poi risalire in bike!!!

Venerdi, ultimo giorno, si rimane in zona. Mattina a Les Gest, pomeriggio a Morzine. Il fatto di avere lo chalet a 150 metri dalla cabinovia, mi permette di fare le soste come e quando voglio e, cosa molto positiva, qui gli impianti non fanno pausa a mezzogiorno!!

Concludo la mia vacanza con la discesa di Pleney, la più bella di Morzine; parte alta, fuori dal bosco, molto flow; parte bassa, nel bosco, più tecnica e con qualche ripidone e un divertente “tunnel” per passare sotto alla strada!!!

Che dire? beh, non vedo l’ora di parteciparvi di nuovo quest’anno [2015, ndr], meglio se con un nutrito manipolo di soci dell’asd… e non vedo l’ora!!!

un'immagine scattata da una delle seggiovie del comprensorio montano portes du soleil che si estende tra la francia e la svizzera

Un’immagine scattata da Maurizio da uno degli impianti di Portes du Soleil