Una giornata stupenda ed un panorama da urlo hanno accolto i nostri avventurosi soci e amici al Passo dell’Invergneux
[Testo: Paolo Tomasi]

Il Passo dell’Invergneux (2902 mt s.l.m.) in mountain bike è una esperienza che non dimentichi, soprattutto per la sua discesa super-flow . Ma anche per il prezzo che devi pagare per poter godere di tale discesa: 14km di salita, che comprendono due rampe durissime e circa 2 km a spinta/portage. In particolare la mountain bike va per forza caricata sulle spalle a circa 2800 mt s.l.m., cosa da non sottovalutare soprattutto per il possibile mal di quota, che è solito arrivare sopra i 2500 mt.

Iniziamo la salita da Lillaz – Photo Credit: Davo Davucci

Sono quindi un po’ stupito quando all’appuntamento al cimitero di Cogne ci troviamo in 20 biker: 8 membri di ASD Emissioni Zero e ben 12 amici di Ruote Sporche.

Sono le 9.40 quando partiamo da Cogne in direzione Lillaz, lungo il sentiero AV-2. Siamo tutti di buon umore e l’aria è frizzantina. In breve siamo ai piedi dell’inizio della salita, che ci farà salire al vallone dell’Utier. Inizialmente la strada è asfaltata e sale con vari tornanti e pendenze sostenute. Ognuno sale col proprio passo ed il “gruppo” comincia subito ad allungarsi.

Dopo un paio di tornanti le pendenze si fanno meno sostenute. Più avanti ci aspettano altri due “strappi”, il primo in prossimità della Cappella degli Alpini, ed il secondo, più impegnativo, prima dell’Alpe Tzavanis. In prossimità dell’alpe ci fermiamo per riposarci e ricompattarci, sapendo che la fatica è solo all’inizio.

Superato l’alpeggio, finalmente la vista si apre davanti a noi, ed iniziamo ad intravedere il Passo dell’Invergneux e a godere dei magnifici panorami, sia sul vallone aperto davanti a noi che ai picchi che lo sovrastano: Punta Coupe e Penne Blanche a nord, il Massiccio del Gran Paradiso a sud, per citarne alcuni.

Risaliamo il Vallone dell’Utier – Photo Credit: Paolo Tomasi

Una volta attraversata la parte bassa del Vallone, attraversiamo un ponte per percorrere l’ultimo tratto su carrozzabile, in salita, fino a quota 2600 mt circa. E’ quello il punto dell’ultima sosta “di gruppo” ed è il punto dove, con una pausa, raccogliamo le forze per l’ultimo, difficile traverso sul sentiero 10D: più di 2km che percorreremo pedalando (poco), a spinta (molto) e con la mountain bike sulle spalle (breve ma intenso).

Ultimo tratto del traverso che porta al Passo dell’Invergneux disseminato dei nostri bikers – Photo Credit: Paolo Tomasi

Inizialmente il traverso è un singletrack che taglia un pratone, e ci garantisce sempre una vista sul Passo, nostro riferimento. Più avanti, dove si inizia a spingere, il Passo rimane nascosto alla nostra vista, e dobbiamo stringere i denti per lo sforzo di raggiungere una meta che sembra non arrivare mai.

Agli ultimi 500 mt il Passo diventa nuovamente visibile e la meta sembra vicina, ma è questo il tratto più duro, che ci costringerà a caricare a tratti la mountain bike sulle spalle a causa delle pendenze estreme e dei passaggi stretti tra roccette.

Il gruppo è ormai molto allungato, ma piano piano, finalmente, riusciamo a raggiungere i 2902 mt del Passo dell’Invergneux e a gustarci la superlativa vista sul vallone sottostante e sul massiccio del Gran Paradiso, che si dispiega maestoso davanti a noi.

Panorama dal Passo dell’Invergneux sul vallone dell’Utier – Photo Credit: Paolo Tomasi

La stanchezza è molta, e ben si legge sui nostri volti, tirati e sudati.
Scaricare la mountain bike dalle spalle sul pianoro di vetta è però un atto liberatorio per tutti, seguito da un sorriso di soddisfazione e felicità, e dalle congratulazioni dei compagni già giunti al Passo.

I soddisfatti membri di ASD Emissioni Zero nell’autoscatto di vetta – Photo Credit: Alessandro “Ceck” Cecconello

Finalmente ci si può riposare e mangiare qualcosa, e ben presto la stanchezza lascia il posto alla goliardia e allo spirito che ci contraddistingue, sopratutto ora che siamo tutti giunti insieme “al traguardo”.

Dopo il dovuto riposo, finalmente possiamo buttarci nella “discesa più bella delle Alpi“, un misto di trail flow, tratti da percorrere a velocità pazzesca e, soprattutto nella parte centrale, parti più tecniche su pietraie e tratti trailistici. Ce n’è per tutti i gusti e giunti a Gimillan, dove finisce la discesa fuori strada, siamo tutti stanchi ma contenti, e consapevoli di aver compiuto una vera avventura, una uscita cicloalpinistica di tutto rispetto.

Parte terminale del vallone d Grauson, poco sopra Cogne. Sullo sfondo, il Gran Paradiso – Photo Credit: Paolo Tomasi

Rientriamo su asfalto a Cogne, non senza fermarci a per un panino ed una meritatissima birra in compagnia.