FOTO E TESTO DI CLAUDIO RIOTTI

ERA DA TEMPO CHE VOLEVO ORGANIZZARE UN EPIC RIDE E CERVINIA, GIA’ META DI UNA BELLISSIMA GIORNATA ALL MOUNTAIN LO SCORSO ANNO, SI PRESTAVA COME LA LOCATION ADATTA.

GRAZIE AI SECRET TRAIL DI RED, GUIDA ESPERTA DI CERVINIA MTB EXPERIENCE, CINQUE SOCI HANNO VISSUTO UN’ESPERIENZA CHE RESTERA’ A LUNGO NEI RICORDI.

 

Esagerato, direte voi, e invece no. Giornate così capitano una volta all’anno per il sottoscritto, sempre in giro in bici ma sempre per lavoro, tra corsi mtb con la Gravity School, fiere, test ed eventi con Bicilive.it.

Quindi c’era anche un po’ di ansia, sia per la partenza alle 6, sia per il meteo, sempre imprevedibile ad agosto in montagna, sia per gli altri partecipanti, visto che non si è trattato proprio di un giro “all’acqua di rose” adatto a tutti.

I numeri parlano chiaro: 56 km, quasi 7 ore di giro, 2.800 metri di dislivello guadagnati in gran parte con gli impianti ma con il finale da un’ora e mezza di pedalata e mezzora di portage. Dislivello totale in discesa: 4.564 metri.

Temperatura media 23 gradi con picco minimo di 13° durante il temporale (Eri ansioso? Taaac), 3 litri di acqua a testa, 1 sola camera d’aria bucata su sei persone (Charly, metti il salsicciotto!) e una sola scivolata del nostro Pres Dario che sui tornantini tecnici decide di fare un nose press dritto per dritto.

Il resto lo spiegano le foto, le parole a volte sono superflue se non per ringraziare doverosamente la nostra guida Gianluca Red Gobbi che ha customizzato il giro esattamente sulle nostre richieste e ha saputo portarci avanti senza forzare anche dove il meteo non prometteva nulla di buono.

Vuoi l’occhio da local di Red, vuoi il proverbiale culo di Asd Emissioni Zero, abbiamo preso solo una mezz’oretta di pioggia proprio durante il portage finale (quindi con effetto rinfrescante) e poi il cielo si è aperto nuovamente per accompagnarci verso l’ultima spettacolare discesa su uno dei trail più belli mai fatti.

Ormai avete capito che non esagero, quello che dico è il pensiero comune di tutti e cinque i soci che vi vado qui a presentare brevemente:

Il Riot, il sottoscritto, che si è cambiato tre volte per avere sempre l’outfit adatto al tipo di riding, con la combo da panico “smanicato+gomitiere”.

Il Pres, che come già detto è stato autore dell’unico volo, un vero miracolo in una giornata passata tra roccioni e radici su trail da mediamente tecnici a ultra incazzati.

Il Moioli, ligio all’Asd, che si è presentato al mattino alle 6 con la maglia Emissioni Zero e alle 23 l’aveva ancora addosso.

Il Teo Mascheroni, che per un lungo momento dopo il portage ha vagato con la bici in mano farfugliando frasi a caso in preda alla stanchezza e al mal di quota (a 2000 mt).

Il french guy chiuso fuori casa Charly, che dopo una notte da dimenticare ha dormito come un sasso sia all’andata che al ritorno ma ha girato bello in pompa (e te credo) bucando solo una volta.

LA MORALE DELLA STORIA? GIRARE IN POSTO COSI’ CON UNA GUIDA ESPERTA E’ TROPPO UNA FIGATA.

Scontato come concetto, e qui sicuramente troverò pareri contrastanti: premetto che anche a me piace scaricare la traccia, andare alla scoperta, seguire magari Trailforks per provare nuovi trail.

Ma in una giornata così, in un comprensorio così vasto e con poca voglia e tempo di sbattersi a trovare tutti i trail per creare un giro che corrispondesse alle caratteristiche di Epico e Trail da Urlo è stato decisamente meglio affidarsi alla guida.

Red ha ascoltato le nostre richieste, valutato al volo con occhio esperto il gruppo dopo solamente una discesa e quindi ci ha fatto girare con gli impianti sui due fichissimi trail della Maxi Avalanche, deviando poi verso l’Alpe Verser, giù fino a Singlin su roba tecnica mica da ridere, altra funivia per salire e scendere a Plan Bois, trasferimento fino al lago di Maen e giù fino a Buisson, funivia e seggiovia fino al lago Lod sopra Corgnolaz e poi pedalato e portage fino a La Magdeleine per scendere infine ad Antey-Saint-Andrè sul trail da urlo e concludere con la meritatissima birra in compagnia.

Alcuni di questi trail passano su terreni privati ma Red ha il permesso di utilizzarli essendo guida ufficiale di Cervinia. Questo, assieme al fatto di sapere esattamente in che condizioni sono i sentieri percorrendoli quasi tutti i giorni (eh, sì, anche il suo è un duro lavoro!) è un valore aggiunto che non ha prezzo.

SI CONCLUDE BENE LA GIORNATA? NO. DOPO QUALCHE KM SUL TRAGITTO DEL RIENTRO, UN’ORA E MEZZA DI CODA FERMI. MOTIVO? NON PERVENUTO.

Si narra di un camion ribaltato, gente che torna in su a Cervinia, leggende di 3 ore di coda… scatta l’ignoranza nel furgone, che mista alla stanchezza allieta l’attesa. Gente fuori dalle macchine che improvvisa pic nic, danze e corse avanti e indietro. L’arrivo a casa verso le 23 dopo più di tre ore di viaggio è un miscuglio di suoni inarticolati, gente che russa e discorsi senza senso fatti solo per tenere sveglio il guidatore (grazie Dario e Teo).

Ma gli sguardi e i saluti finali sono speciali, siamo tutti consapevoli di aver passato una giornata epica in un posto che merita tante altre visite, visti i trail davvero incredibili che si possono trovare.

GRAZIE SOCI E GRAZIE RED! AL PROSSIMO EPIC RIDE!

il Pres fa da modello per la messa a fuoco…

…ed eccolo sul passaggio con dietro il Cervino!

Il Teo Mascheroni si becca la foto dell’anno.

senza panorami.

Teo è sempre dietro e si becca le foto migliori.

Riot e la combo inguardabile gomitiere+canotta AE0

Charly e la frase “ma non sci sono tante rosce qui…”

una sosta al laghetto per la foto ricordo.

trasferimento sulla vecchia ferrovia a 2.200 metri di quota.

qui si può andare a manetta!

qui no: passaggio esposto, tutti a piedi: grazie Red.

Riot in un altro outfit, su un trail spaziale.

Red e Riot, felici che ormai il temporale è alle spalle… forse.

Teo si prepara al peggio… e noi scappiamo.

Piove. Un po’ di sconforto ma almeno fa fresco: 13°.

Un Moioli nel nulla.

Quella riga in obliquo è la salita: 22%.

Inizia il bello.

Charly prova vari modi di portage.

Il Pres ride per non piangere.

Un traverso spettacolare con tratti tecnici alla Danny Mac Askill.

Frana? No Problem.

Il Teo che cerca di ritrovare se stesso ma non riesce.

L’inizio dell’ultima discesa da urlo.

Birrozza finale con Red impallato (aveva una coca in mano!!!).